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Nenicchia
Uh, che amore di ragazza...mi violenta e mi strapazza...

21 febbraio 2009
Ricettina improvvisata
Oggi per una serie di circostanze fortuite mi sono ritrovata a cucinare un piatto che è risultato stranamente buono, cioè a me mi piace parecchio, la mia famiglia è un po' più titubante.
Insomma avevo un petto di pollo da cucinare, della panna da cucina fresca già aperta (cosa da sfruttare, a casa mia la panna è rarissima!) e del cumino in polvere che i miei mi hanno comprato al mercato di San Lorenzo a Firenze.
Ho tagliato il pollo a pezzi levando osso e pellicine, l'ho infarinato e salato. Ho scaldato l'olio con uno spicchio di aglio (vienda chiedersi come ci starebbe la cipolla) e li ho messo la ciccia a cuocere a fiamma vispa. Quando i pezzetti di carne sono belli cotti, con la crosticina (babbo direbbe arroselliti) si mette un bicchierino di vino bianco.
Sfumato il vino ho spostato il tegame sulla stufa e ho aggiunto una tazza di panna con un po' di sale e un cucchiaino di cumino.
Ho fatto cuocere/asciugare in un angolo della stufa per qualche minuto e poi ho servito caldo.
Ripeto, a me è piaciuto.
Possibili varianti (a mia opinione): latte al posto della panna, cipolla al posto dell'aglio, e altre spezie al posto del cumino (le più adatte, secondo me e il mio gusto, curry e zafferano), una per volta però.
A voi il giudizio. 
Bacio pannoso!

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8 febbraio 2009
Coccole e supporto
Di questi tempi (o tempacci) sembra che ce ne sia molto bisogno.

Io nel mio piccolo (mica tanto: 61 kg orgogliosamente portati, alla faccia di Andrea che dice che sono ingrassata) cerco di svolgere il mio dovere nell'offrire le mie coccole e il mio supporto.

Per prima cosa un "in bocca al lupo" enorme a Laura, e tante coccole contro il cattivo umore!
Due: supporto alle mie amiche che dopo tanta insistenza sono venute a vedere la partita e che si sono sentite un po' ignorate dai cinghiali (di nome e di fatto stavolta :P ). Scusateli bimbe, dategli la semiinfermità, erano troppo concentrati sulla partita! 
Tre: supporto al povero Massimo che si è beccato una cena con tre letterate animata da una conversazione che avrebbe steso anche il buon Benedetto Croce. Alla fine era stordito, poverino. Il suo sforzo è stato davvero apprezzato!
Quattro: un "dai ragazzi, non mollate!" alla nazionale italiana di rugby. Io continuo a considerarli ancora bravi e a tifare per loro.
Cinque: last but non least Mauro Bergamasco. Citando dal buon Schulz verrebbe da dire "But we still love you Mauro". Un grazie per il rischio preso e l'impegno messo, in attesa della sua prossima meta con la maglia della nazionale (goduria!!!)


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16 gennaio 2009
Love and peace
Un messaggio di amore, serenità, pace e rispetto a ogni essere umano (incluso il Nano malefico, i suoi accoliti e tutti quelli che non sopporto) come mia piccola reazione (sperando che non sia l'unica possibile) a tutto il grigio che sembra avvolgere il mondo da tanto e che un pochino ha invaso la mia vita.
Ecco gente il mio proposito, voglio essere POROSA AD OGNI SOFFIO DEL MONDO, accogliere ogni cosa e cercare di farla mia.
Lo so che non serve a molto, se non a niente, ma è fra le cose buone che mi riescono meglio.
Perciò cara gente, caro mondo aspettati una gocciolina di amore in più.
La mia eterna gratitudine a chi volesse provare a collaborare alla mia impresa.
Proviamo dal piccolo, migliorerà le nostre vite. E se poi la gente ci prendesse gusto, sai che bello.
Sciocca utopia, me ne rendo conto, ma la speranza di cose buone, per quanto folle, non la voglio perdere.
Perciò miei cari drughi, amore per voi... and respect!




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15 gennaio 2009
Bei tempi!

E su questo sono d'accordo anche le mie due bionde preferite!

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9 gennaio 2009
L'ammucchiata
Lo so, è un po' lunga ma vi prego LEGGETELA!
Copio e incollo anche le note che ho trovato in rete, per i non letterati :P
Il testo tra parentesi è parlato.
L'autore, beh chi volete che sia, il grande Riccardo Marasco.
La metto perché alla fine si dice una gran bella cosa:
ben sapendo che qua in Terra
chi non ama poi fa guerra


Quant'è bella giovinezza
che si fugge tuttavia
chi vuol'esser lieto, sia
del doman non v'è certezza [1]

Udite, udite, madonne e messeri
l'istoria faceta che accadde l'altr'ieri.
Due freschi virgulti di nobil casata
per vincer la noia t'inventonno l'ammucchiata

A nord di Firenze, in quel di Mugello
gli è sport diffuso chiappare l'uccello
(c'era molta selvaggina a' que' tempi)
e i bimbi d'i' Medici, gaudenti per schiatta
correvano i' rischio di chiapparlo, sì, ma nella chiappa

"Fratello Giuliano" [2], diceva Lorenzo,
"su, diàmci da fare co' un po' di buon senso
bisogna trovare de' modi ben scaltri
per metterlo in locum
ma... in un locum che sia d'altri

Allora bisogna, perché il gioco riesca,
che sia contorta, confusa la tresca
così chi lo prende, ossia il ricevente
non possa dir niente, quod ignorat offerentem [3] "

"Che cosa geniale, che grande trovata
ma questo, fratello, lo sai, è l'ammucchiata
i' babbo è a Firenze, pe' far mercanzia
facciamo la prova, si chiama bimbi e bimbe più la zia."

La cosa doveva restare segreta
e invece si seppe anche all'Impruneta [4]
perché babbo Piero pe' 'un perde' i' Carosello [5]
fe' prima ritorno, e, aperto l'uscio, ritrovossi ni' bordello

Madonne, a Ser Piero per quella visione
di ciocce [6] straziate, di lombi in azione
gli venne un'idea, e in più un coccolone [7]
e disse spirando: "Schiaf.. schiaf... schiaf...
schiaffatemi sei palle in su i' blasone [8]"

Osanna, trionfi, onori ad oltranza
ai bimbi d'i' Medici offerse Fiorenza
da Piazza del Duomo alla Signoria
si andava berciando: "a i' mucchio... 
a i' mucchio... sia icchè sia..."

I Ciompi [9], le Arti, maggiori, minori
i nobili tutti, i saggi, i priori
e poi i' gonfalone co' i' gruppo degli otto [10]
correvan pensando "io sopra, te sotto"

Lorenzo da un lato palpava un paggetto
che intanto al Giuliano porgeva il culetto
Dall'altro, solingo, il buon Poliziano [11]
se lo trastullava con sua lesta mano

L'Alberti [12] palpava Marsilio Ficino [13]
seppur come chierico odiasse Plotino [14]
a donna Lucrezia [15] il bel Buonarroti
diceva: "Va meglio se prima lo scuoti"

Il gran Squarcialupi [16] con l'organo in mano
faceva prodigi al di là dell'umano
e terrorizzava l'Andrea del Castagno
che pure avea indosso mutande di stagno

(Lo Squarcialupi era un grande organista del Quattrocento
e appunto a' que' tempi si usarono degli organi portatili, detti portativi,
che, grazie alle loro modeste proporzioni, si potevano tranquillamente tenere in mano durante processioni, feste, cortei
così con la sinistra si manipolava il mantice, e colla destra si poteva compiere dei grandi virtuosismi)

Vedendo quei nudi a buco ponzone
pensò l'Ammannati [17] di fare il Biancone [18]
frattanto Leonardo col suo acuto ingegno
pensò di inventare l'Hatù [19] di buon legno.

I' mucchio pareva talmente attraente
che dall'aldilà ritornava la gente
e tutto era fatto in stile sì puro
che molti venivan perfin dal futuro

Messer Pier Capponi [20], esperto in campane
se la spassicchiava con sette puttane
ma quando alle trombe ricorse Re Carlo
gli strinse i' campano, si mise a tirarlo
(eh, per la Patria si fa questo e altro...)

Messer Galilei tagliavasi il fallo
con lama Gillette per meglio studiarlo
(scienziati si nasce)
Ne' mentre Cellini [21] scolpivalo a spillo
con duro bulino per metterlo a un grillo
(oh... preziosità dell'orefice)

Qua e là saltellava il Pier Soderini [22]
privato dei panni, coi soli calzini
che, ebbro di gioia, frugava n'i' mucchio
gridando all'intorno "in do' succhio succhio"

Il Duca d'Atene [23] con la sua brigata
ingordo, sperava in un'altra cacciata
Francesco Petrarca strusciandolo a un rovo
tentava la strada di un dolce stil nuovo

Messer Boccaccio in veste di gala
faceva con arte il maestro di sala
gridando consigli a dritta ed a manca
perché l'ammucchiata non fosse mai stanca

Andrea Della Robbia con Filippo Lippi
andavan tramando terribili inghippi
benché inchiappettato coi lanzi tedeschi [24]
da tre ciuchi matti fosse il Brunelleschi
(primo esempio di resistenza al nazismo in Italia)

Confuso e avvilito piangea Cimabue
che, essendo normale, ne avea solo due
e in ciò era battuto dal suo allievo Giotto
che come sapete ne avea sessantotto

Su tutti si ergeva Guido Cavalcanti
co' un giovin di dietro e un giovin davanti
"È un gioco", diceva, "che proprio l'altr'ieri
con due cherubini facea l'Alighieri"

Smarrito piangeva Pietro l'Aretino:
"Di fronte a 'ste scene mi sento piccino.
Son tanto complessi quest'accoppiamenti
che son da bambini i miei ragionamenti." [25]

Con l'occhio voglioso ruggiva Masaccio:
"Qui più non lo reggo, lo metto a casaccio!"
ed agile spicca un salto a piè pari
cadendo rubizzo in groppa al Vasari [26]

Partì di gran corsa l'illustre studioso
portando in arcione quel genio focoso
e il palio sottrasse a Pier della Francesca
che ad arte montava gentile fantesca

Nel mezzo alla mischia, sopra un piedistallo
vedevi solerte Giulian da San Gallo
che per il progetto di un suo campanile
prendea le misure di un fallo maschile

Al Dante, grifagno [27], vedendo quell'orgia
tornò nella mente il concetto di bolgia
e telefonò in via delle Burella [28]
"Accorri, Beatrice, e porta Casella [29]"

In quell'ammucchiarsi, direi psichedelico
spiccava serafico Fra' Beato Angelico
che intinto il pennello nelle porporine
dorava le chiappe a dami e damine

Infin dall'Oriente arrivò Rucellari
con panni viola, onori, denari,
e il tutto dovendo ad una pisciata
con nobile orina bagnò l'ammucchiata.

(perché non tutti sanno che i Rucellari diventarono famosi, potenti, ricchi e nobili per un caso fortuito.
Uno di loro, tornando dalle Crociate, che eran queste grandi gite di massa che si facevano allora in Medio Oriente, vero...
organizzate dalla famosa agenzia di viaggi, la Pontificia Pax Domini, 
preso da corporal bisogno, ebbe in sorte sul ponte della nave di bagnare una pianticella che portava come souvenir un lichene e si accorse che questa... questo lichene fermentando nell'orina, che poi in seguito scientificamente sarebbe stata definita piscio, produceva la tinta viola.
E così arrivati a Firenze cominciarono a coltivare su larga scala questa pianticella e alla fin dell'anno la famiglia era convocata per dare l'obolo per farla fermentare, ecco... però gli rimase la deformazione professionale) [30]

Del fatto lagnossi il grande Verrocchio [31]
che tutto quel piscio avea preso in un occhio
Ma pronto Leonardo propose un canale
che in Arno portasse quel piscio regale

(eh era un patito del progetto, Leonardo, una cosa incredibile, progettava sempre tutto tutto tutto 
e poi, insomma, poi 'un faceva niente, vero... dire... è morto, c'ha lasciato du' quadri e tutti schizzettini
in disordine perché lui era un genio.
Un fiorentino che nel Quattrocento inventa la bicicletta e poi va a piedi l'è un bischero!) [32]

Vedendo ammucchiarsi miriadi di palle
il musico Isacco [33] pensò immortalarle
co' un inno mediceo di note sì belle
che fu nominato Magister Cappellae [34] 

(perché lo Squarcialupi ormai in là cogli anni, vero,
non ce la faceva più con quest'organo in mano
e a un certo punto tirò il calzino.
Allora i Medici pensarono:
qui va sostituito con uno che ce l'abbia duro, il nome,
e lo fecero venire dai Paesi Bassi, che si chiamava Isaac.
Il Maestro Isacco arrivato a Firenze, per ingraziosirsi i nuovi padroni
compose subito un inno polifonico che cominciava "palle, palle"
così, a iosa, senza dir quante.
I Medici, entusiasti, lo fecero subito Maestro di Cappella.)

Ohibò, mi direte, fu un vero bordello
lo so, ma regista fu Paolo l'Uccello
che dopo quel giorno, a giusta ragione
dai posteri detto fu pur "l'Uccellone".

Si sa ch' avrìa giunto ben altri orizzonti
quell'orgia, l'avesse diretta il Visconti
Ma in ciò fu Fiorenza che l'ebbe nel dietro
essendo impegnato Luchino a Spoleto [35]

In disparte solo i Pazzi
disdegnaron giochi e lazzi
e nel grande baccanale
affilarono il pugnale

per opporsi ai tristi intenti
di que' Medici potenti
manutengoli e strozzini
tenutari di casini

cosicché a tutte l'ore
si potesse fa' l'amore
ben sapendo che qua in Terra
chi non ama poi fa guerra

Poi al grido "pista, pista"
giunse un sadomasochista
quel bon Fra' Savonarola
scrutatore di lenzuola

che venendo da Ferrara
non comprese quella gara
e a Fiorenza negò il gioco 
per finire lui sul rogo.

La città gridava "Palle!"
tra le fiamme rosse e gialle
e il beato: "Brucio, brucio
che godìo questo caldùcio!"

Cosicché tra palle e fiamme
si concluse quel bailamme
o se vuoi, in una vampata
ebbe fine l'ammucchiata


[1] Sono, come tutti sanno, i versi iniziali del « Lamento di Bacco e Arianna » di Lorenzo dei Medici detto il Magnifico.

[2] Il quale rimase vittima della Congiura dei Pazzi, il giorno di Pasqua dell’anno 1478.

[3]Latino : « Poiché ignora chi glielo ha offerto », « poiché ne ignora l’offerente ».

[4] Per i non fiorentini : l’Impruneta è un comune dell’immediato circondario, in direzione del Chianti. Ora ci si va con gli autobus urbani in venti minuti, ma all’epoca era lontana campagna.

[5] La celebre trasmissione pubblicitaria che ha segnato un’epoca nell’Italia degli anni sessanta e settanta. Ricordiamo che fu trasmessa per l’ultima volta nel 1977. Era il limite massimo di orario per i bambini : « A letto dopo Carosello » !

[6]Tette, seno

[7] Colpo apoplettico. Oggi si direbbe « un ictus ».

[8]Lo stemma della famiglia Medici consisteva appunto in sei palle. Da qui il nome dato ai suoi seguaci nella lotta contro il Savonarola : « Palleschi » (i savonaroliani vennero invece detti « Piagnoni »).

[9] Cardatori dell’Arte della Lana, protagonisti della prima rivolta operaia della storia : il Tumulto dei Ciompi del 1378.

[10] Il « Gruppo degli Otto », ovvero gli « Otto di Guardia e di Balìa », vero e proprio consiglio di polizia e ordine pubblico attivo a Firenze fin verso il XVIII secolo. Ancora adesso, a Firenze, facendo attenzione è possibile vedere delle antiche targhe murate contenenti gli editti degli Otto di Guardia e di Balìa, del tipo « Qui è vietato severamente giocare alla palla »…

[11] Agnolo Poliziano, noto poeta e umanista nato, come dice il suo nome stesso, a Montepulciano (Mons Politianus).

[12] Leon Battista Alberti, celeberrimo architetto del Rinascimento. Considerato l’inventore del disegno a prospettiva.

[13] Filosofo e umanista restauratore del Platonismo.

[14] Filosofo greco fautore di una decisa libertà di costumi.

[15] Poteva mancare Lucrezia Borgia, anche se non direttamente coinvolta nella storia fiorentina ?

[16] Antonio Squarcialupi è veramente il grande organista descritto da Marasco nell’inciso, e veramente inventò un organo portatile detto « portatìle », considerato l’antenato della fisarmonica.

[17] Bartolommeo Ammannati, scultore e architetto del Rinascimento

[18] Il « Biancone » è la statua del Nettuno in piazza Signoria. La statua meno amata dai fiorentini di tutti i tempi, per la sua eclatante bruttezza e disarmonia (da cui il detto "Ammannato, Ammannato, che bel marmo hai rovinato!"). Spesso oggetto di atti vandalici, l’ultimo dei quali, recentissimo, ha avuto come protagonista un cuoco empolese.

[19] Il « Settebello » prodotto dalla ditta Hatù di Bologna, il più noto preservativo made in Italy. Da notare (e lo si vede benissimo passando per l’autostrada del Sole), che immediatamente adiacente alla fabbrica Hatù si trova la Giordani, produttrice di carrozzine e passeggini per bambini. Della serie: se fallisce la prima fabbrica, c’è già pronta la seconda…

[20] Eroe dell’assedio di Firenze del 1530. Celeberrima la sua frase rivolta al re di Francia Carlo VIII, che stava assediando : « Se Carlo suonerà le sue trombe, noi soneremo le nostre campane ». Questa la versione storica ufficiale. Probabile che il suo vero tenore fosse un po’ più colorito.

[21] Benvenuto Cellini, sommo orafo e scultore, ancor più sommo attaccabrighe e rissaiolo, e sparaballe di professione. La sua « Autobiografia », seppure, e a ragione, uno dei capolavori della letteratura rinascimentale, è un concentrato di menzogne e di invenzioni che hanno dovuto attendere Silvio Berlusconi per essere uguagliate e superate…

[22] Pier Soderini, gonfaloniere della Repubblica di Firenze, fu costretto alla fuga nel settembre del 1512.

[23] Gualtiero di Brienne, Duca d’Atene, esercitò una breve tirannia a Firenze nell’anno 1342. Fu cacciato da alcuni signorotti di campagna, provenienti dal Mugello, che stavano acquisendo una certa importanza : tali Medici…

[24] Ovvero i Lanzichenecchi, protagonisti nel 1527 del famoso sacco di Roma. Il termine è la resa fiorentina dell’impronunciabile parola tedesca « Landsknecht » (« soldato di fanteria »).

[25] Pietro Aretino fu scrittore e poeta (specialmente di sonetti) considerato licenzioso. Ancora nel XX secolo la sua lettura era vivamente sconsigliata alle fanciulle, specialmente quella dei « Ragionamenti Amorosi ».

[26] Giorgio Vasari fu mediocre artista, ma ha dato il suo decisivo contributo al Rinascimento scrivendo le biografie, generalmente molto precise e attendibili, dei suoi più valenti colleghi.

[27] « Dallo sguardo rapace », « di grifo ».

[28] Antichissima via del centro storico di Firenze, nel quartiere di Santa Maria Novella. Le « burella » (singolare : « burello ») erano delle profonde cantine che servivano da ghiacciaie.

[29] Paolo Casella, sommo musicista e organista.

[30] Riccardo Marasco non è uno che improvvisa. La storia di Bernardo Rucellai (Rucellari, Oricellari) e della sua fortuita invenzione della tinta porpora a partire da un lichene irrorato con l’orina, è assolutamente autentica.

[31] Andrea del Verrocchio, sommo scultore.

[32] Direi che solo a Firenze è possibile trattare così Leonardo da Vinci...

[33] Maestro Isacco, olandese di nascita (si chiamava Isaac van Schereberge), fu un sommo polifonista e musicista quattrocentesco. La sua storia, pur narrata « alla Marasco », è vera così come l’inno « Palle, palle » che egli compose.

[34] Latino : « Maestro di Cappella », termine perpetuato nel tedesco « Kapellmeister ». Ma, ovviamente, in questo testo il termine « cappella » è volutamente ambiguo…

[35] Il grande regista Luchino Visconti, reale discendente della nobile e regale famiglia milanese, è « impegnato a Spoleto » con ovvio riferimento al festival teatrale che si tiene ogni anno nella città umbra


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7 gennaio 2009
L'alluvione

"Oh rosa, ma che l’hai chiuso l’acquiaio ieri sera? E sento un gran pisciolio d’acqua…"

"Oh Gesilao, vien via..e tu lo sai è la solita storia è la sora Gisa del pian di sopra..il su marito è andato ni’bbagno e lei la fa piscia’ il su figliolo dalla finestra… sui mi fiori… oh Gesilao, vai a digli qualche cosa te sennò qui l’è buriana..."

"Vabbè, andrò Rosa, andrò a vedere, ma eh... Oddio Rosa, o i’cche è successo? Quanta roba gialla che passa.. ommammina so’ stecchetti sull’armadio.. o in dove torna di casa?"

 

Nuoti sommerso in un mare di cacca

non sai se d’uomo oppure di vacca

Non sai capire i’cche t’è successo

ti pare un po’ troppa per esser d’un cesso

 

E mentre cerchi di restare a galla

l’Arno trabocca laggiù dalla falla

scorre veloce per via Tornabuoni

al Davide lava fremente i coglioni

 

Sei trascinato per via Calzaioli

e pensi che ieri dicevi ai figlioli:

"Sarà, ma domani, maremma puttana,

l’è pioggia, c’ho un callo che segna buriana"

 

Tutto ad un tratto sei nel Battistero

ti par di sognare, ma invece l’è vero

quel mondo dorato di Santi e Gesù

lo tocchi con mano, l’è sceso quaggiù

 

Ma sei vomitato e gettato in via Roma

e ridi, tu’ ridi pensando alla chioma

che porger la schiava dovea alla vittoria

e poi come Pisa la prese in meloria!

 

E via bordeggiando per mille stradine

in quattro e quattr’otto sei già alle cascine

là dove c’erano tanti finocchi

adesso ci cantano quattro ranocchi

 

Fermati palle via fermati adesso

lascia che l’acqua ti scorra un po’ addosso

attaccati a un palo, su, non fare il pazzo

se non tu c’hai il palo, attaccati a i’...lilli

 

Ma la corrente, la ti porta via

in sulla piazza della Signoria

là dove Cosimo monta a cavallo

a i’cchè tu t’attachi? A i’ lilli d’i lallo!

 

Tutte le statue che son sul piazzale

berciano in coro "Ma questo è triviale!"

lo dice Ercole, e sotto c’ha Caco

che per quell’acqua oramai l’è briaco

 

Grida Oloferne con la su Giuditta

e la Medusa che l’è la più dritta

perchè Perseo co’ una sciabolata

sul pelo dell’acqua la testa gli ha alzata

 

Mortificato per questa gran lagna

cerchi rifugio alla Loggia di Orcagna

dove il romano fa becco il sabino

gli soffia la moglie e lo lascia lì chino

 

Anche il Marzocco un sa più cosa fare

perché i leoni, e un sanno nuotare

senza costume sta lì tutto nudo

"Speriamo che l’acqua un mi freghi lo scudo…"

 

Non hai più salvezza, non hai più speranza

ovunque c’è cacca in frenetica danza

e trascinato dall’onda feroce

giungi stremato in Santa Croce

 

Dante di marmo, poeta divino

mira sdegnato l’immane casino

"Oh fiorentini, mi avete esiliato…

prendete la merda che Dio vi ha mandato!"


E cantata da Riccardo Marasco, che l'ha scritta, è ancora meglio.

Questi sono  cantautori che mi piacciono!


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7 gennaio 2009
Aggiornamento
Chiedo scusa a chi legge questi bolg per la lunga assenza giustificanta dal modem rotto e dagli innumerevoli impegni.
Anno nuovo. 2009... dispari, ci piace. Massimo, ne sono sicura, avrebbe molte cose in più da dirvi.
Bando alle ciance.
Vi dico un po' di cose fatte o da fare prossimamente, in modo sparso, ovvio:
ho fatto un po' di promozioni nei supermercati in periodo natalizio, un po' noioso ma sono soldini e la cosa ci piace

voglio rimettermi al lavro sulla tesi, sno indietrissimo

per fortuna da stasera si rinizia con lo sport, mi manca tanto

ho ricevuto tanti bei regali di Natale ma il più bello bellissimo(non si offendano gli altri) è quello di Massi: biglietti per andare a vedere Italia_francia incontro del 6nations a Roma OLEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
Gaudium magnum!

sono uscita spesso con Linda e Simone, e mi sono divertita parecchio

sono stata da Laura (giorni felici e anche felini)

Ho passato il capodanno con Effe

ho letto l'autobiografia di una guerriglera sandinista ma non ho ancora capito dov'è il Nicaragua

ho iniziato un libro di Saramago (povera me)

tra poco dovrò fare ripetizione a una bambina di 1 elemetare e non ho la minima idea di cosa e come fare HELP


Per ulteriori aggiornamenti, prossimamente su questi canali!
Baci a tutti, 
                                la (internettianamente parlando) rediviva Irene

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13 novembre 2008
Ignoranza
La mia.
In questi giorni parlando di media di massa (mi raccomando "mEdia" e non "mIdia", è latino), e soprattutto di tv, è venuto fuori, con frequenza, l'argomento zingari e rom.
Dall'alto della mia supponenza ho spiegato hai bambini la differenza tra zingaro e rom, ma la cosa mi ha lasciato una certa curiosità che mi ha spinto a cercare un po' in rete partendo dalla nostra amatissima Viki.
Mi si è aperto un mondo, una cultura sofisticata e semplice allo stesso modo, una cosa che non mi aspettavo.

Uno dei miei timori, che esprimo spesso, nei confronti delle diversità che cerco di accettare, ma che conosco poco, è di cadere o nella sindrome della dama di carità inglese o in quella, altrettanto stupida, dello statiunitense che chiede alla hostess ceca se a Praga hanno il gelato (questa è vera, giuro!).

Come mi sono sentita è stato molto molto peggio.

Per ammenda alla mia saccenza e supponenza mi impegno ad una maggiore informazione su ciò che credo (ARROGANTE) di conoscere.
Perciò da stasera cercherò di dire Romanò e Popoli romanì, che è il modo in cui chiedono di essere chiamati.

Un granello nel mare della società italiana ma una gran bella pietra nella mia personalità.

P.S. Oddio, più che un blog sta diventando un confessionale
P.P.S. Per coloro a cui interessa l'argomento consiglierei di partire da Wikipedia digitando Zingaro oppure buttare un occhio a http://www.vurdon.it/


Libertà

Noi Zingari abbiamo una sola religione: la libertà.
In cambio di questa rinunciamo alla ricchezza, al potere, alla scienza ed alla gloria.
Viviamo ogni giorno come se fosse l'ultimo.
Quando si muore si lascia tutto: un miserabile carrozzone come un grande impero.
E noi crediamo che in quel momento sia molto meglio essere stati Zingari che re.
Non pensiamo alla morte. Non la temiamo, ecco tutto.
Il nostro segreto sta nel godere ogni giorno le piccole cose
che la vita ci offre e che gli altri uomini non sanno apprezzare:
una mattina di sole, un bagno nella sorgente,
lo sguardo di qualcuno che ci ama.
E' difficile capire queste cose, lo so. Zingari si nasce.
Ci piace camminare sotto le stelle.
Si raccontano strane cose sugli Zingari. 
Si dice che leggono l'avvenire nelle stelle
e che possiedono il filtro dell'amore.
La gente non crede alle cose che non sa spiegarsi.
Noi invece non cerchiamo di spiegarci le cose in cui crediamo.
La nostra è una vita semplice, primitiva.
Ci basta avere per tetto il cielo,
un fuoco per scaldarci
e le nostre canzoni, quando siamo tristi.

1 novembre 2008
Buoni propositi
Vediamo un po' di capirci qualcosa...

Novembre: un po' più freddo (per ora poco), raffreddore e mal d'orecchio (presenti); malinconia (presente); e un confuso senso di non so che...
Qualcosa che ingrandisce i fatti piccoli, che diventanto grossi problemi, e che allontana dolcemente il futuro (quello sì che fa paura).

Cose da fare: leggere Firmin in compagnia di qualcuno che l'inglese lo sa almeno un poco, farmi prestare Margherita dolce vita da Linda con la speranza di ammettere ancora una volta di avere torto (anche se è brutto leggere di qualcuno che ti assomiglia, soprattutto per opinione altrui), iniziare a fare rugby (sto diventanto pigra, malinconica e soprattutto orrendamente grassa!!!), lavorare alla tesi, comprare una macchina fotografica digitale (qualcuno leggendo questa cosa godrà come una biscia), continuare i percorsi nelle scuole ecc ecc. (Dovrei aggiungere anche una bella dieta....)

Mamma mia davvero un sacco di roba.

Dovrò iniziare a darmi una mossa, eh sì, devo davvero...

Ma da domani, oggi mi godo la mia casina, le coccole di Mamma e la compagnia di mio fratello.
Beh, a me oggi mi sembra di aver già faticato abbastanza a preparare l'elenco delle cose da fare! :P

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permalink | inviato da Nenicchia il 1/11/2008 alle 12:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
11 ottobre 2008
Prendetevela con Linda
Lei mi ha suggerito di fare questa cosa.
Così invece di tediarvi con i miei pensieri (che spero non siano troppo banali e triti e ritriti), con le mie disavventure sentimentali (ora sto esagerando...), oppure coi miei gusti musicali un po' particolari (Daddy Yankee e John Legend insieme), o del mio rapporto tentennante con una protesta che approvo totalmente pur essendo spaventata dai modi; vi parlo dell'ultimo libro che ho letto.

La cosa ganza è sapere che questo commento non sortirà alcun effetto, perché l'unica persona tra quelle che conosco che apprezza i gialli e i noir non credo legga questo bloggo.
Ma basta giraci intorno.
Milano calibro 9 di Giorgio Scerbanenco
Uno di quei libri garzanti con la copertina molto colorata, la qualità è quella che è, ma se mi pubblichi Jorge Amado, Carlo Emilio Gadda e Scerbanenco, appunto, io ti perdono qualsiasi abiezione editoriale.
Scerbanenco ha scritto nella sua vita con un ritmo veramente eccezionale, ma la cosa non cambia nulla: uno che SA scrivere si vede da lontano. Anche un altro mio molto amato scriveva tanto, il buon Emilio Salgari (e pensare che esiste gente che preferisce Verne a Salgari, un altro dei tanti misteri della vita che faccio davvero fatica a accettare).
Scerbanenco è famoso per aver creato lo stile noir italiano moderno. Per interderci, senza di lui, gli attuali Ammaniti e Lucarelli non sarebbero come sono.
Milano calibro 9 non è il primo libro di Scerbanenco che ho letto (la serie con Duca Lamberti è assolutamente magnifica) ma è particolare per due motivi: 1è una raccolta di racconti e non un romanzo, 2il suo titolo è anche quello di un film, considerato uno dei capisaldi di quei gialli-noir all'italiana degli anni '70 chiamati poliziotteschi.
I racconti girano tutti più o meno intorno a Milano o, anche se meno, alla riviera adriatica.

Le storie sono diverse ma legate tra loro.

Si parla sempre di un'umanità dolente che fa fatica a vivere nella società; una società che schiaccia, non da la possibilità di fare altrimenti. Ma la stessa umanità che viene schiacciata, per mancanza di volontà o per il caso non può fare altrimenti che il "male". Parola che ho virgolettato perché in questo libro il male non si capisce ma si sente, il che rende tutto più intenso ma dai confini molto meno chiari e definiti.

Quello che mi ha veramente colpito, nella mia lettura, è il fatto che questo sentimento di sofferenza che prende alla lettura non ti molla tanto facilmente. Questa umanità laterale, sofferente; questa società pesante, vincolo più che sostegno, ci riguardano perchè ne siamo immersi, anzi, secondo me, una delle bravure di Scerbanenco è di mostrare la banalità del male. il mostro più brutale e atroce siamo noi.

Insomma il libro mi è piaciuto; inoltre, come la quasi totalità dei libri che mi piacciono è scritto sì bene ma semplice e scorrevole. Quindi ACCATTAVEV'ILLO. Oppure, se vi ho davvero convito, chiedetemelo; prestarvelo sarà un piacere.

Ora vado a nanna, non senza prima aver mendicato un paio di commenti per sapere se approvate il mio tentativo. In caso contrario, come già detto, prendetevela con Linda.

Baciotti a tutti.


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permalink | inviato da Nenicchia il 11/10/2008 alle 23:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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